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Un nuovo modello di produzione
La crescita economica e la creazione di posti di lavoro sono di vitale importanza per salvaguardare il nostro stile e tenore di vita. Di fronte alle sfide della globalizzazione, alla popolazione che invecchia e al cambiamento climatico, i leader europei hanno concordato una strategia globale per creare occupazione e crescita nonché condividere i benefici in modo equo in tutta l’UE e in tutti i gruppi della società.
Una delle nuove sfide è quella di continuare a creare valore utilizzando una quantità inferiore di risorse naturali (disaccoppiamento) o (green economy).
Al fine di ottenere una crescita sostenibile è essenziale orientarsi verso nuovi modelli di produzione e consumo sostenibili basati sul minor prelievo di risorse, sulla conservazione del capitale naturale e sul rispetto dei diritti sociali. Modelli di produzione, quindi, che individuino nella minore quantità di materia ed energia consumata per unità di prodotto il principale fattore competitivo (ecoefficienza). I nuovi modelli di consumo dovrebbero consentire, incrementando il benessere personale, di godere di beni durevoli e del capitale naturale.
Questo è il tipo di crescita economica che consentirà a sempre più persone tra noi e alle generazioni future di godere di un’ottima qualità della vita e di una relativa prosperità.
L’ecoefficienza, che riconsidera il concetto di efficienza, passando dalla minimizzazione del tempo e del costo di produzione per unità di prodotto alla minimizzazione delle quantità di materia e di energia per unità di prodotto, rappresenta una leva competitiva fondamentale per le imprese. Un primo importante vantaggio deriva dalla riduzione dei costi legati alle materie prime; l’altro vantaggio è dato dalla preferenza dei consumatori alle imprese che adottano sistemi di gestione ambientale e marchi verdi europei (EMAS, Ecolabel).
Un altro importante fronte di intervento è la diffusione nell’uso delle fonti energetiche rinnovabili, che secondo approfondite ricerche, è in grado di generare un aumento di posti di lavoro superiore a quello prodotto da un investimento analogo in fonti energetiche di tipo tradizionale (fossile e nucleare), oltre a produrre molteplici vantaggi economici distribuiti, quali una minore dipendenza dall’import di petrolio, un miglioramento della bilancia dei pagamenti verso l’estero, una maggiore stabilità del prezzo dell’energia elettrica e quindi minore rischio d’impresa e d’investimento, nonché minori emissioni di gas effetto serra e minore inquinamento.
Maggiori informazioni sul tema sono reperibili sul Portale Regionale dell'Ambiente
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